Autore: Redazione
Fonte: La Sicilia

«BELPASSO – La donna, dopo l’ultima violenza, denucia il figlio (che viene arrestato) e si rivolge al Telefono rosa Bronte. Un uomo di 38 anni di Belpasso è stato arresto con l’accusa di aver picchiato la madre e di aver tentato di estorcerle danaro. Raccontata così sembra una delle tante storie di violenza familiare che si consumano all’interno delle mura domestiche. Questa però contiene al suo interno tutto il dramma di una madre costretta a denunciare il figlio e a rivolgersi al Telefono Rosa Bronte, sapendo che l’associazione presieduta dalla Dott.ssa Antonella Caltabiano, essendo nata per far emergere, attraverso la voce diretta delle donne, la violenza spesso sommersa, sarebbe stata in grado di aiutarla.

La madre, infatti, oltre ad aver chiesto l’allontanamento del figlio, chiede anche che qualcuno si occupi della sua salute e lo salvi dalle dipendenze che sono state causa della sua aggressività. A sentire le responsabili dell’associazione femminile tutto sarebbe cominciato diversi anni fa, quando la madre ha iniziato a subire i primi maltrattamenti da parte del figlio che chiedeva danaro.
Una madre mai denuncerebbe il figlio alle forze dell’Ordine, ma vorrebbe che venisse ricoverato in una comunità specializzata al suo recupero per curare la dipendenza dall’alcol. Non essendoci riuscita per sottrarsi dalla furia del figlio si rifugia dalla figlia. Le cose però non sono cambiate. Il giovane, che in passato ha anche fatto uso di sostanze stupefacenti, ha continuato nel suo atteggiamento.
Non molto tempo fa, l’ultimo episodio: il giovane avrebbe aggredito la madre, costringendola a fuggire di casa. Poi non soddisfatto ha lanciato dal balcone alcuni vasi, tentando di colpirla, con il rischio di colpire anche altre persone.

L’accaduto ha convinto la madre che ormai la denuncia era l’unico modo per salvare se stessa e lo stesso figlio. Ma contemporaneamente ha chiesto l’aiuto del “Telefono Rosa” per ottenere il supporto necessario. Le sue richieste, infatti, erano precise: «Voglio che il figlio venga aiutato e curato». Così uno staff legale costituito dagli avvocati Samantha Lazzaro, Pia Grassia e Giovanna Caruso, si sono occupati del delicato caso, coadiuvato anche dalle due psicologhe Alice Attina e Patrizia Portale.
«La signora – ci dicono – ha bisogno di essere seguita considerato gli immensi sensi di colpa per aver denunciato il proprio figlio. Ma non poteva far altro, la situazione è diventata estrema”. Adesso il primo risultato. Il giovane è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare per le continue richieste di denaro e per le lesioni procurate alla madre. Il secondo risultato sarà quello di far ricoverare il giovane in una struttura in grado di curarlo le dipendenze».